Oltre i 30 e single. L’uomo all’ennesima (im)potenza

playstationPochi giorni fa mi sono espresso, con un post ironico, sulla delicata questione della “singletudine femminile” superati i trent’anni.

Subito le frange più violente del femminismo spiccio mi hanno intimato la stesura di un analogo scritto che analizzasse il mondo maschile.

Siccome ci tengo alle fiancate e alle gomme della mia auto, ma soprattutto, alla mia casella di posta, ecco qua un ruffianissimo pezzo in onore dei miei compagni di sesso.

E’ un pezzo che mi è stato ispirato da molti amici, che ringrazio, e che probabilmente d’ora in poi mi toglieranno il saluto.

Il nerd

Il nerd sconta il violento retaggio di un passato come studente d’ingegneria informatica. Il suo periodo universitario è stato contraddistinto da scherzi di bassa lega nelle aule studio della facoltà, uscite serali a base di birra e indovinelli matematici con gli amici, partitone epiche con le carte da gioco Magic, ma soprattutto, una carenza devastante di vulva e ghiandole mammarie.

L’ultratrentenne single “nerd” non conosce il significato di pulsione sessuale e se lo conosce ha imparato a domarlo per concentrarsi sulla soluzione di un complicato teorema.

Il massimo della sua gratificazione “pseudorgasmica” risiede in frenetici e ripetuti speed-test della sua connessione, di cui condivide sui social network i risultati, per vantarsi con gli amici.

L’ultratrentenne single nerd pensa che la donna, la sola e unica, sia sua mamma.
E per questo morirà single e con un mouse in mano.

Lo stracciamutande

Lo stracciamutande è un – esteticamente – gradevole esemplare di ultratrentenne single. Ottima posizione lavorativa e sulla cresta dell’onda, abbronzato anche quando il sole non riesce a far passare un unico raggio nella nebbia, sempre al passo con le mode (ha la barba quando va di moda la barba, ha i pantaloni strettissimi e risvoltati sopra le caviglie quando vanno di moda i pantaloni strettissimi e risvoltati sopra le caviglie, porta mocassini di pelle in inverno senza calza – se vanno di moda – anche con 30 gradi sotto zero). Si occupa solitamente di design, moda, tendenze, comunicazione. Dice di ammazzarsi di lavoro, eppure la sua bacheca Facebook è un calderone di viaggi in luoghi trendy, serate mondane circondato solo da potenziali modelle di Victoria’s Secret, fotografie di Instagram che mostrano levatacce mattutine alle 12.45.

Lo stracciamutande in realtà non chiava mai. Il suo obiettivo è far sì che le donne si straccino le mutande al suo passaggio.

Per il resto è troppo impegnato a specchiarsi e a togliersi con le pinzette per le sopracciglia i peli superflui dai capezzoli.

Il puttaniere

A differenza dello stracciamutande il “puttaniere” è fiero ambasciatore di un antico motto medioevale: “La donna è quell’inutile essere intorno a un buco chiamato vagina”.

Per lui la donna non è niente più che uno strumento di soddisfazione sessuale.

Instaurarci una relazione che non sia meramente “da una botta e via” è impossibile. E’ un anaffettivo senza particolari standard di selezione. Se respira e ci sta va molto bene, se non la trova, paga per averne una.

E’ un tipo molto apprezzato dalle donne, perché spesso il puttaniere veste con abilità (e all’occorrenza) i panni del cavaliere pentito (esemplare che tratteremo successivamente). Tendono dunque a innamorarsene perdutamente.

Salvo poi, quando iniziano ad essere contattate da Babbo Natale per partecipare ai casting lapponi di “Renne’s got Talent”, rendersi conto che qualcosa non va.

Il cavaliere pentito

Il cavaliere pentito ha vissuto la sua adolescenza e la sua decade da ventenne osservando i sacri principi tramandati dai nonni e dai genitori.

Ogni relazione amorosa è quella giusta, ogni donna merita il meglio.

Tuttavia il “cavaliere pentito” ha anche, spesso, la sfortuna di iniziare le proprie relazioni con donne calienti quanto un freezer abbandonato in una discarica al Polo Nord.

Ed è per questo che arriva spesso, triste, solo e pieno di rimorsi, fra i trentenni.

Guarda il puttaniere con una certa invidia e cerca, una volta single, di riprodurne le epiche gesta.

Ma i valori ereditati dei nonni, quelli che hanno il sapore dei pranzi domenicali a base di caponate e cervella fritte in padella, alla fine vincono sempre.

L’onanista

L’onanista è un ultratrentenne single che non ha frequentato ingegneria informatica.

E’ stato molto sfortunato negli anni precedenti, incontrando donne che l’hanno lasciato a tre metri dall’altare o che gli rinfacciavano il fatto di non essere un supermanager alla Marchionne già a 25 anni d’età.

L’onanista è fidanzato con Pornhub, e l’unico tradimento di cui si deve preoccupare è quello della connessione Wi-Fi sul gran finale.

Il misogino

Il misogino giunge nel fatato mondo dei trentenni con alcune inestirpabili convinzioni.

Le donne sono stupide, non sanno guidare, men che meno parcheggiare, pensano solo ai soldi, alle scarpe, al parrucchiere, all’estetista, a “Sex and the city; leggono solo Carlos Ruiz Zafon e 50 sfumature di grigio, ascoltano solo Gigi D’Alessio e Vasco Rossi.

Per quanto alcune di queste siano assolute verità, il misogino si dimentica che anche lui è stato partorito e cresciuto da una donna.

E che dietro ai luoghi comuni c’è un meraviglioso universo da scoprire.

L’agnostico dell’amore

L’agnostico dell’amore non riesce a pronunciarsi sull’esistenza o meno di una relazione stabile e duratura.

Di conseguenza non si preoccupa nemmeno di cercarla, o di finirci dentro.

La sua esistenza è contrassegnata da viaggi e uscite con il migliore amico (unica entità terrena nel quale ripone una sottomarca di fiducia).

Un modo di vivere che porta sia i genitori, sia i conoscenti, a porsi continuamente dilemmi inutili sul suo orientamento sessuale (“Ma è orecchia o no?”, “Se è gay può anche dirlo, che male c’è?”, “Dove avremo sbagliato?”).

L’agnostico dell’amore si sente solo piccolo e insicuro davanti a una cosa così grande.

Tutti i torti, in fondo, non ha.

Il bambinone

Il bambinone è un ultratrentenne che ha una sola fede.

Quella nello svago totale.

Quasi tutto il suo tempo e i suoi risparmi sono investiti in Playstation, download selvaggio di app per il telefono, partitelle infrasettimanali di calcio a 5, riprese con la GoPro di sessioni di downhill, acquisto di apparecchi tecnologici inutili, consumo di bibite e merendine industriali, gare di peti con l’accendino.

Poi c’è una parte da investire per l’otturazione delle carie dal dentista e l’acquisto di tir di NeoMercuroCromo da spennellare sulle ginocchia.

Infine, ci sono uomini che portano con sé i germi di ogni tipo maschile soprelencato.
Ed è il motivo per cui le donne s’incazzano come delle bisce lanciate in una boccia di granita alla menta.
In somma sintesi, l’importante è che non venga fuori troppo il “puttaniere”.

Per tutto il resto c’è (quasi) rimedio.

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